Gamification: un nuovo modo di fare marketing

Autore: 14 Maggio 2022 Storie Digitali

Ormai la user experience è diventata uno dei tratti distintivi dei brand, sempre più impegnati in questa missione di coinvolgimento dell’utente.

Oggi le aziende utilizzano community virtuali, social media e assistenza clienti per provare ad attirare i consumatori verso il marchio. Una delle più innovative strategie marketing è senza dubbio la cosiddetta ‘gamification’, termine che può essere tradotto come ludicizzazione.

Molto semplicemente, è un approccio che usa le tecniche e i meccanismi di premio/ricompensa tipiche del mondo dei videogames e del gaming in generale.

La gamification può essere comunque applicata anche in altri ambiti come quello del lavoro, ad esempio per rafforzare lo spirito di squadra dei dipendenti.

Approcciarsi in modo ludico e giocoso ai prodotti e servizi diventa di vitale importanza per fidelizzare il cliente e persuaderlo all’acquisto. Dunque, lo scopo primario è di rendere protagonista il pubblico.

Ma come si può costruire una strategia di gamification valida e soprattutto vincente? Ecco tutto quel che c’è da sapere sull’argomento e qualche esempio di applicazione nel settore marketing.

Cosa significa gamification

Per prima cosa, è indispensabile capire bene cosa vuole dire gamification. Si tratta di una strategia di comunicazione che prende in prestito le tecniche di motivazione e persuasione del mondo dei giochi e videogiochi, per utilizzarle in contesti non ludici.

Si va, quindi, ad incentivare nei potenziali clienti un determinato comportamento proponendo ricompense e stimoli divertenti.

A queste persone viene prospettato un obiettivo da raggiungere e una conseguente gratificazione a breve termine, con un coinvolgimento pressocché automatico verso il brand.

Fino a qualche anno fa le dinamiche legate al gaming apparivano superflue o di poco conto poiché giocare appariva un’attività non utile per raggiungere certi obiettivi. Oggi, invece, questo concetto è molto importante ed è sempre più diffuso nelle maggiori aziende del mondo.

La gamification non implica per forza lo sviluppo di veri e propri giochi, ma a volte è semplicemente la creazione di stimoli per incrementare la motivazione e la partecipazione degli utenti finali.

Infatti, dal punto di vista scientifico è stato dimostrato che le attività ludiche hanno effetti benefici sull’uomo, a cominciare da una maggiore produzione di dopamina, il neurotrasmettitore che influenza l’umore.

Questa strategia di game thinking non è niente di particolarmente complicato o oscuro. Sfrutta semplicemente alcuni tratti della natura umana:

  • Engagement loop: l’utente è pungolato e motivato a ripetere certi comportamenti per mezzo di premi e ricompense continue che assicurano un senso di soddisfazione progressiva.
  • Comunità: la collaborazione e la percezione di prendere parte a qualcosa di molto grande possono spingere maggiormente a dare il proprio contributo.
  • Competizione: questi meccanismi di sollecitazione vengono a loro volta rafforzati dall’opportunità di confrontare i risultati ottenuti con quelli degli altri, avviando vere e proprie sfide con classifiche.
  • Curiosità: l’esito incerto di quel che può accadere successivamente ad una certa azione spinge i clienti a continuare, mossi dalla mera curiosità.

Perché puntare sulla gamification nel campo del marketing

Il mercato che ruota intorno alla gamification è sempre più in ascesa e le proiezioni per i prossimi due anni parlano di un incremento di oltre il 30%. Molte multinazionali come Apple, Amazon e Google utilizzano questa strategia nel proprio settore marketing e risorse umane, con eccellenti risultati.

Le ragioni che spingono ad affidarsi a questo approccio ludico sono diverse, e come vedremo, puntano tutto sul coinvolgimento dell’utente. Infatti, vivendo in un mondo pieno di stimoli, attirare l’attenzione diventa molto più difficile.

I giochi sono le piattaforme più attraenti in assoluto, forse più dei social ed ecco quindi che le tecniche del gaming vengono trasferite con facilità nel settore marketing.

Altro elemento traslato dalla gamification sono, ad esempio, i programmi fedeltà, detti oggi loyalty program.

Prendono spunto dalle vecchie e superate schede punti, delle quali si propone una versione aggiornata e attenta alle mode del momento, appassionando milioni di clienti con cacce al tesoro e premi.

Infine, la gamification permette di tracciare ogni azione degli utenti. Dunque, i giocatori si divertono e al tempo stesso generano una serie di dati di profilazione da usare poi per fare marketing e nel campo Ricerca e Sviluppo.

La raccolta dati è un ottimo strumento per sviluppare dei profili utenti specifici che possano recepire al meglio questo genere di tecniche di persuasione e fidelizzazione.

Come avviare una strategia di gamification

Perché la gamification sia efficace e possa dare frutti, è necessario non lasciare niente al caso e soprattutto, non improvvisare.

È indispensabile pianificare un’attenta strategia, che se ben applicata, porterà sicuramente dei benefici per l’azienda. Tutto questo è facilmente ottenibile in pochi step.

  1. Obiettivi misurabili: la società deve stabilire e quantificare in anticipo degli scopi aziendali da raggiungere (per esempio, incremento del fatturato del 5%)
  2. Fornire una motivazione: per cominciare, è importante proporre un premio, una chiara ricompensa che funga da stimolo per chi partecipa. Insomma, bisogna andare a colpire nel senso di competizione e sfida continua che animano lo spirito delle persone.
  3. Pari opportunità per tutti: ciascuno degli utenti coinvolti deve sentire di disporre degli stessi strumenti. Nessuno deve sentirsi in posizione di svantaggio. La parola d’ordine è inclusione e diritti uguali per tutti.
  4. Ricompense intermedie: non deve essere istituito un premio unico finale (per molti irraggiungibile), ma piuttosto è meglio creare delle gratificazioni a medio termine che possano dare un senso di progressione ed invogliare a continuare nel gioco.
  5. Regole semplici ed intuitive: la competizione deve essere proposta come qualcosa di facilmente accessibile e comprensibile. Le regole devono essere chiare e intuibili, in maniera da rendere tutto più invitante e alla portata di chiunque.
  6. Contenuti generati dagli utenti: il pubblico deve creare e condividere contenuti tramite i social network per essere attivo e partecipe in ogni momento.
  7. Monitorare i risultati: come ogni campagna marketing che si rispetti, anche in questo caso è fondamentale individuare i KPI, gli indicatori di perfomance, per capire se ci si sta avvicinando agli obiettivi prefissati.

Casi di gamification nel marketing

Per comprendere come muoversi nel mondo della gamification applicata al marketing e lanciarsi in questa avventura, può essere utile analizzare e studiare nel dettaglio qualche esempio, in modo da prendere spunti e idee.

Oggi le principali società e multinazionali hanno ormai implementato questi meccanismi e contenuti a carattere ludico e i casi studio sono davvero moltissimi. Nella gran parte dei casi viene coinvolto il settore delle app, ma spesso vengono usati altri canali digitali.

Una delle più attive in questo senso è la Coca-Cola, che tempo fa ha lanciato la campagna Shake It, rivolta al pubblico cinese di Hong Kong.

La pubblicità veniva mandata ogni sera ad un determinato orario e chiedeva di agitare il telefono. Si richiedeva poi di scaricare all’instante l’app ufficiale per accedere e vincere diversi tipi di premio.

Altro brand che opera secondo la gamification è la nota catena di caffè Starbucks. L’app dell’azienda premia i clienti con delle stelline per ciascun acquisto. È così possibile accumulare punti per poter ricevere bevande gratis.

Vincente è stata anche la mossa della Nike che ha ideato l’app Nike Rub Club. Grazie a sfide, medaglie e classifiche, questa applicazione consente ai partecipanti di competere con runner e atleti da tutto il mondo.

Particolarmente interessante è pure la strategia messa in atto dalla catena di supermercati Tesco. L’azienda si è affidata ad una strategia basata sull’utilizzo della realtà aumentata per i propri volantini in formato digitale.

Con la scannerizzazione di etichette ed altri elementi dei dépliant, i clienti potevano avere informazioni sul prodotto e fare giochi interattivi, alcuni rivolti anche ai bambini.

Per finire, nel 2019 la Fanta ha cavalcato l’onda dell’ultima stagione della serie Il Trono di Spade lanciando una campagna speciale per introdurre un nuovo gusto della nota bibita.

Denominata La Battaglia dei Sapori, gli utenti venivano coinvolti in giochi interattivi per scegliere quale dei quattro nuovi sapori proposti sarebbe entrato a far parte stabilmente della linea ufficiale.

 

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